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Le vitamine del gruppo B: cosa c’è di nuovo? (parte 2)

Andrea Tognelli, Farmacista – Firenze

Le vitamine del gruppo B nel loro insieme

Oltre alla vitamina B12 (1, 2) e l’acido folico (1, 3) trattate in precedenti News del sito web Mitochon srl https://www.mitochon.it/, anche per le altre vitamine del gruppo B emergono interessanti aggiornamenti dalla recente letteratura scientifica.

Vitamine del gruppo B e microbiota intestinale

Si consolida sempre più il ruolo sinergico e multi-funzionale delle vitamine del gruppo B, inclusa la capacità di modulare la composizione e le molteplici funzioni delle oltre 1.000 specie di microrganismi presenti nel tratto intestinale, il cosiddetto microbiota intestinale (Nota 1) (4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16).

Il microbiota intestinale produce una piccola ma significativa frazione di vitamine del gruppo B (es.: B1, B3, B6, B7, B9 e B12) e di vitamina K (Nota 1).

Nello stesso tempo è essenziale l’adeguata assunzione delle vitamine del gruppo B per i loro molteplici benefici per la salute, incluso quello di conservare l’equilibrio microbiota intestinale; l’assunzione che può avvenire attraverso gli alimenti, i prodotti fortificati e specifici integratori contenenti queste vitamine (4, 5, 17, 18, 19, 20, 21, 22).

Disfunzione mitocondriale, stress ossidativo, infiammazione e microbiota intestinale

In caso di alterazioni qualitative e quantitative del microbiota intestinale (disbiosi), vengono compromesse anche le interazioni bidirezionali tra intestino ed altri organi. Queste stretti collegamenti sono noti come asse intestino – cervello e così accade con il cuore, i polmoni, il fegato, i muscoli, la pelle ecc., dove esistono analoghi scambi di messaggi regolatori.

Con l’alterazione di questi legami tra intestino e specifici organi, subentra il rischio di sviluppare vari disturbi, tra i quali:

– neurodegenerativi (23, 24, 25, 26, 27, 28);

– ritmi sonno-veglia (29);

– cardiometabolici (30, 31, 32, 33, 34, 35, 36);

– cutanei (37, 38);

– muscolari (39);

– epatici (40, 41) e gastrointestinali (42);

– oltre a senescenza cellulare (43, 44, 45), infiammazione sistemica (44, 45, 46, 47), invecchiamento cutaneo (48) e sistemico (44, 45, , 49, 50, 51).

Questi processi fisiopatologici hanno origine da alterazioni molecolari, cellulari e tessutali, che caratterizzano anche il fenomeno dell’invecchiamento del corpo umano (44, 45). Dove hanno un ruolo prioritario la disfunzione mitocondriale, lo stress ossidativo, l’infiammazione cronica che, a sua volta, la disbiosi può esacerbare, oltre ad aggravare i disturbi elencati (44, 45).

Molecole antiossidanti / antinfiammatorie e microbiota intestinale

La rivista Antioxidants ad agosto 2024, attualizza le strette relazioni tra stress ossidativo, infiammazione e disbiosi nello sviluppo delle malattie metaboliche e cardiovascolari.

Per contrastare lo sviluppo di queste malattie croniche, l’articolo puntualizza l’importanza di vari interventi preventivi per ridurre (52):

– stress ossidativo;

– infiammazione;

– alterazioni epigenetiche.

Simili conclusioni sono tratte per le malattie neurodegenerative (53, 54).

In questo complesso scenario è interessante conoscere alcuni meccanismi descritti da recenti ricerche:

– Per le vitamine del gruppo B si ampliano le conoscenze sulle proprietà antiossidanti / antinfiammatorie dirette ed indirette, in sinergia con le difese antiossidanti presenti nell’organismo, es.: glutatione, catalasi. Tra l’altro le vitamine B supportano la biosintesi e la rigenerazione di questi antiossidanti endogeni, che sono soggetti ad un progressivo declino nel corso della vita (55).

– Varie molecole antiossidanti / antinfiammatorie, provenienti dall’alimentazione e/o dagli integratori, oltre a intervenire a vari livelli nei citati processi fisiopatologici, influenzano positivamente il microbiota intestinalee proteggono labarriera intestinale (56, 57, 58).

– Le reciproche interazioni tra disbiosi e disfunzione mitocondriale aggravano ulteriormente l’insorgenza di varie malattie ed il processo dell’invecchiamento (44, 45, 59, 60, 61, 62, 63, 64).

– Prevenire o ridurre la disfunzione mitocondriale permette di intervenire sulle origini molecolari e cellulari dei meccanismi intestinali e sistemici.

Si tratta di un intervento che contribuisce a preservare l’omeostasi delle cellule dell’epitelio intestinalee dell’intero organismo, con positive influenze sul microbiota ed a beneficio delle citate interazioni bidirezionali intestino-cervello, intestino-cuore, intestino-pelle ecc. (27, 65, 66, 67, 68).

Le molecole di MITOFAST® e microbiota intestinale

Disfunzione mitocondriale, stress ossidativo ed infiammazione sono l’obiettivo dell’integratore orosolubile MITOFAST® bit.ly/3VUlGkS, frutto della ricerca scientifica Mitochon srl https://www.mitochon.it/.

MITOFAST® contiene: coenzima Q10 (100 mg), resveratrolo (40 mg), N-acetilcisteina (150 mg), N-acetilglucosamina (150 mg), acido folico (400 mcg) e vitamina C (20 mg).

MITOFAST® agisce per prevenire e ridurre la disfunzione mitocondriale, intervenendo in modo significativo su stress ossidativo ed infiammazione. Queste specifiche azioni permettono di riattivare le funzioni cellulari, a livello cutaneo e sistemico (69, 70, 71).

Oltre a queste caratteristiche, le molecole contenute in MITOFAST® svolgono importanti funzioni a livello del microbiota intestinale e della barriera intestinale, intervenendo sulle origini delle loro alterazione, come dimostrato da studi sperimentali e clinici:

– Resveratrolo svolge un’attività prebiotica promuovendo la crescita di microrganismi intestinali benefici, ha effetti protettivi e rigenerativi sulla barriera intestinale. Il resveratrolo riduce i fenomeni infiammatori ed ossidativi, anche promuovendo la produzione intestinale di acidi grassi a catena corta (short chain fatty acids, SCFA – Nota 2) (53, 58, 72, 73, 74, 75, 76, 77, 78, 79, 80).

– Coenzima Q10 oltre alla sua potente azione antiossidante e rigenerativa delle funzioni dei mitocondri (81), aiutaa modificare la composizione del microbiota intestinale ed aumentare i livelli di acido butirrico. Si tratta di uno degli acidi grassi a catena corta (Nota 2), con effetti protettivi sull’epitelio intestinale (82), ed altri organi come il cervello (53). Inoltre l’acido butirrico influenza in modo positivo il metabolismo osseo (83), il sistema immunitario (84), e contribuisce a controllare l’infiammazione (85).

La somministrazione di MITOFAST® incrementa in modo significativo le concentrazioni ematiche di coenzima Q10, contribuendo ad aumentare le capacità antiossidanti dell’organismo, che con l’età sono soggette a un progressivo abbassamento (69, 70).

– N-acetilcisteina (NAC) favorisce la crescita di microrganismi benefici, Lactobacilluse Bifodobacterium, e la riduzione di E. coli, microrganismo correlato ai fenomeni ossidativi, che la NAC riduce promuovendo la sintesi del potente antiossidante glutatione.

L’assunzione di MITOFAST® permette un significativo incremento del 53% del glutatione plasmatico (69, 86, 87). Infatti, la NAC permette di aggirare il problema della degradazione alla quale è sottoposto il glutatione somministrazione direttamente per via orale (86).

– Vitamina C contribuisce ad aumentare la produzione intestinale di acidi grassi a catena corta (Nota 2), ed alla modulazione del microbiota (56, 88, 89, 90, 91, 92, 03, 94) .

Per la vitamina C sono note le attività immunomodulatrici ed antiossidanti/antinfiammatorie, oltre ad essere un co-fattore per la sintesi e la reticolazione del collagene. Queste funzioni aiutano a mantenere l’integrità delle strutture epiteliali interne all’organismo, come quella intestinale, ed esterne come quella cutanea. Importante anche il ruolo riparatore del tessuto connettivo danneggiato (95).

– N-acetilglucosamina (NAG) promuove la sintesi di acido ialuronico (96), un mucopolisaccaride (glucosamminoglicano) ampiamente distribuito nel tessuto connettivo del corpo umano. A livello intestinale l’acido ialuronico ha effetti protettivi sull’epitelio intestinale, ed anche antinfiammatori.

Ricordiamo che l’acido ialuronico introdotto per via orale viene degradato nel tratto intestinale. Pertanto l’integrazione orale con N-acetilglucosamina rappresenta una forma molto adatta per aumentare i livelli di acido ialuronico nel tessuto connettivo (97, 98, 99, 100, 101).

– Vitamina E, benché non sia un componente di MITOFAST®, questo integratore ne incrementa i livelli ematici in modo significativo (102). L’incremento, dell’11%, deriva dalla presenza di coenzima Q10 e vitamina C che rigenerano la vitamina E dal suo equilibrio ossido-riduttivo.

La vitamina E interviene sulla modulazione dei microrganismi intestinali, funzione alla quale contribuiscono l’attività antinfiammatoria/antiossidante, ed il supporto alle funzioni del sistema immunitario (91, 103, 104).

– Folati, è indispensabile il loro apporto dagli alimenti e/o da integratori di acido folico (1, 3), come indispensabile è l’assunzione di altre molecole donatrici di gruppi metilici, come la vitamina B12, B6 e la colina.

Nelle più recenti ricerche, folati / acido folico dimostrano una rilevante attività regolatrice sulla composizione del microbiota (28, 29, 105, 106, 107) e per incrementare la produzione di acidi grassi a catena corta (Nota 2). Inoltre, hanno azioni antinfiammatorie e antiossidanti locali e sistemiche (55, 108, 109).

Come dettagliato in precedenti News, i folati/acido folico, le vitamine B12 e B6 regolano il metabolismo dell’omocisteina (1, 2, 3). I bassi livelli di queste vitamine possono causare l’innalzamento delle concentrazioni di omocisteina, coinvolte nell’insorgenza di molte malattie croniche mediate da stress ossidativo, infiammazione, disfunzione mitocondriale e strette connessioni con le alterazioni del microbiota intestinale (1, 2, 3, 110, 111).

L’acido folico contenuto in MITOFAST® permette di ridurre in modo significativo i livelli ematici di omocisteina del 13% (102).

Ricordiamo che nella linea di prodotti Mitochon srl https://www.mitochon.it/ è disponibile l’integratore liquido Mitofast B12 bit.ly/4d5ll4P, con cianocobalamina, la forma orale di vitamina B12 dotata del miglior profilo clinico farmacologico.

Adeguati livelli ematici vitamina B12 (1, 2) influenzano la composizione del microbiota, le capacità funzionali, e la produzione di acidi grassi a catena corta (Nota 2) (112, 113). Fondamentale anche la sinergia tra livelli di B12 ed il microbiota per la regolazione dei livelli di omocisteina (114).

Oltre alle numerose funzioni, la vitamina B12 ha capacità antiossidanti ed antinfiammatorie (55).

Come illustrato in un recentissimo articolo di iScience (115), negli anziani la riduzione della quantità di vitamina B12 prodotta dai microrganismi intestinali ha una reciproca connessione con fragilità, stipsi ed alterazioni del microbiota. Un problema che si aggiunge al rischio di insufficiente apporto di B12 negli over 60 (1). Mentre, in giovane età bassi livelli ematici di B12 e squilibri del microbiota possono influire sulla progressione dell’obesità (116).

Le vitamine B: panoramica generale e nuove acquisizioni

Come anticipato (1, 2, 3), l’insufficiente apporto e la carenza di vitamina B12 e di folati hanno incidenze non trascurabili anche nelle nazioni con economie sviluppate, mentre altre vitamine B risulterebbero meno soggette a questi rischi (117, 118).

Per le vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e B7 emergono nuove acquisizioni che si sommano a quanto fino ad oggi conosciuto, ed alle attuali raccomandazioni per la loro assunzione giornaliera (117, 118, 119)

– B1 o tiamina (55, 117, 118, 120)

Catalizza la produzione di energia, ed è coinvolta nella propagazione degli impulsi nervosi e nel mantenimento della guaina mielinica. Per questo la B1 è essenziale per il funzionamento del sistema nervoso e cardiovascolare, oltre a quello immunitario.

La B1 è presente nella carne, legumi, cereali integrali e noci. Come le altre vitamine del gruppo B è idrosolubile.

L’assunzione giornaliera raccomandatanegli adulti: almeno 1,1 mg (F) -1,2 mg (M). In gravidanza ed allattamento 1,4 mg (119).

La B1 viene inibita dall’enzima tiaminasi contenuta in tè, caffè, pesce crudo e crostacei, l’eccessivo consumo di questi prodotti ne può ridurre il livelli.

Nei paesi occidentali la carenza deriva principalmente dalla presenza di malattie croniche, dall’alcolismo e dalla grave malnutrizione.

Condizioni di rischio di insufficienza / carenza si possono verificare durante la gravidanza, nelle persone sottoposte a chirurgia bariatrica, ed in corso di terapia diuretica continuativa per l’aumentata escrezione; il 5-fluorouracile aumenta il metabolismo della B1.

Tra le ultime acquisizioni: mantenere adeguati livelli di B1 ha un impatto positivo sulla funzione cognitiva negli over 60 (121) e sui sintomi dell’osteoartrosi (122). Inoltre, la B1 contribuirebbe a promuovere la peristalsi intestinale e l’ammorbidimento delle feci contro la stipsi cronica (123), oltre a ridurre il rischio dell’iperuricemia (124).

– B2 o riboflavina (55, 117, 118, 125)

E’ coinvolta nel metabolismo di carboidrati, proteine e lipidi, nella sintesi di altre vitamine B, nel metabolismo del ferro, ed anche nelle reazioni ossido-riduttive, dove la B2 ha un importante ruolo nella catena di trasporto degli elettroni e nella rigenerazione del glutatione cellulare, con la sua potente azione antiossidante.

La B2 stessa avrebbe un effetto diretto nel rimuovere le specie reattive dell’ossigeno (ROS) e di rinforzare le attività della vitamina C.

La B2 ha anche effetti antinfiammatori, ed è coinvolta nella costituzione e nel mantenimento del sistema immunitario.

Latte e derivati sono la principale fonte di B2, oltre agli alimenti fortificati (es.: cereali), pesci grassi (es.: sgombri, sardine), frutti e vegetali ( es: foglie verde scuro).

La carenza di B2 risulta abbastanza rara.

L’assunzione giornaliera raccomandatanegli adulti: 1,3 mg (F) – 1,6 mg (M). In gravidanza 1,7 mg, ed in allattamento 1,8 mg (119).

Un aumento del fabbisogno di B2 si riscontro durante la gravidanza e l’allattamento, nella protratta ed intensa attività fisica, nelle persone allergiche che non possono consumare latte e/o pesce, negli anziani, ed in caso di disturbi del comportamento alimentare.

Alcuni farmaci possono aumentare il rischio di carenza: contraccettivi orali, ed antidepressivi tricicli che riducono l’assorbimento di B2.

La B2 riduce l’assorbimento delle tetracicline, mentre le terapie di lungo corso con fenobarbital possono alterarne le funzioni.

La B2 è fondamentale per la salute delle mucose, della pelle e dei capelli.

L’integrazione mirata con B2 viene utilizzata nella profilassi nell’emicrania (126, 127).

– B3 o niacina (55, 117, 118, 128)

Svolge un ruolo importante nel metabolismo cellulare e nelle reazioni ossido-riduttive essenziali, dove agisce da coenzima nello stato ossidato nicotinamide adenina dinucleotide (NAD) e quello ridotto di nicotinamide adenina dinucleotide fosfato (NADP) essenziali per vari cicli metabolici, es.: glicolisi, lipidi, proteine e amino acidi, piruvato, metabolismo energetico mitocondriale. Inoltre, la B3 influenza i livelli di alcuni antiossidanti endogeni, come superossido dismutasi, catalasi, glutatione reduttasi.

La B3 è presente nei cereali integrali, legumi, semi, uova, carne e pesce.

L’assunzione giornalieraraccomandata negli adulti: 18 mg (F – M), in gravidanza ed in allattamento 22 mg (119).

Alcuni farmaci possono predisporre al rischio di carenza: azatioprina, 5-fluorouracile, e 6-mercaptopurina riducono la biosintesi di niacina dal triptofano, mentre l’isoniazide riduce la sintesi di triptofano.

L’eccessivo consumo di alcol riduce l’assorbimento di B3.

L’integrazione di B3 ad alti dosaggi è controindicata in caso di epatopatie, ulcera peptica, durante la gravidanza e l’allattamento, ed è da utilizzare con cautela in caso di insufficienza renale e disturbi emocoagulativi.

Tra le ultime acquisizioni, a luglio 2024 un’articolo di Frontier of Nutrition evidenzia che l’adeguato apporto alimentare di B3 è associato alla riduzione del rischio d’insorgenza della malattia di Parkinson (129).

– B5 o acido pantotenico (55, 117, 118, 130)

La B5 è coinvolta nel metabolismo energetico, nella sintesi di ormoni (es.: glucocorticoidi, insulina, glucagone), colesterolo e acetil-colinesterasi.

E’ presente in molti alimenti, cereali integrali, verdura (es.: funghi, broccoli, patate), legumi, semi, latte, uova e carni, oltre agli alimenti fortificati con vitamine del gruppo B.

Assunzione giornaliera adeguata: 5,0 mg. In gravidanza 6,0 mg, ed in allattamento 7,0 mg.

Per la B5 viene indicata “assunzione adeguata”, indicazione utilizzata quando non esistono informazioni sufficienti per definire l’assunzione giornaliera raccomandata come per altre vitamine (119).

La carenza di B5 è molto rara, ma i bassi livelli ematici sono stati associati al diabete, al declino cognitivo ed al rischio cardiovascolare.

La B5 ha un ruolo importante per mantenere la salute della pelle, capelli ed unghie.

La B5 interferisce con l’assorbimento e l’attività degli antibiotici (tetracicline in particolare), degli inibitori della colinesterasi e della memantina.

La B5 ha un ruolo importante per mantenere la salute della pelle, capelli ed unghie, per questo l’acido pantotenico ed i suoi derivati sono utilizzati nei trattamenti topici e sistemici.

– B6 o piridossina (55, 117, 118, 131)

Supporta numerosi enzimi coinvolti in molte funzioni come quelle immunitarie e del sistema nervoso, nella regolazione del metabolismo dell’omocisteina e nel metabolismo di carboidrati, proteine e lipidi.

E’ diffusa in vari alimenti come cereali, verdure amidacee, noci, carni, pollame e negli alimenti fortificati (es.: cereali, pane).

L’assunzione giornaliera raccomandata negli adulti: 1,3 mg – 1,5 mg sopra i 60 anni (F); adulto 1,3 mg – 1,7 mg sopra i 60 anni (M), in gravidanza 1,9 mg ed in allattamento 2,0 mg (119).

Alcuni farmaci possono interferire con il metabolismo della B6, isoniazide e cicloserina, penicellamina, levodopa, idralazina ed antiepilettici (es.: acido valproico, carbamazepina).

Risulta rara la carenza della sola B6, ma può essere associata a quella di B12 e folati.

Le condizioni che possono causare carenza di B6 comprendo l’insufficiente alimentazione / malnutrizione, l’alcolismo, l’insufficienza renale cronica, malattie autoimmuni, gravidanza e allattamento, malassorbimento in presenza di celiachia, malattie infiammatorie intestinali, e nel post chirurgia bariatrica.

Bassi livelli di B6 sono collegati ad alterazione del metabolismo glucidico e rischio cardiovascolare.

La B6 viene utilizzata nella gestione clinica della depressione e dell’emicrania (anche in associazione a acido folico), essendo coinvolta nella biosintesi della dopamina e serotonina (131, 132).

Viene inoltre utilizzata contro la nausea ed il vomito in gravidanza (133).

Come altre vitamine del gruppo B, la B6 esercita un ruolo importante contro il processo d’invecchiamento. Un corretto apporto di B6 (134), B1 e B2 (135) contribuisce alla prevenzione della fragilità e della perdita di massa muscolare negli anziani.

Sempre negli anziani, ottimali livelli di B6 possono prevenire le malattie cardiovascolari e ridurre la mortalità per tutte le cause (136), oltre a ridurre il rischio d’insorgenza del diabete di tipo 2 (137), in sinergia alle altre vitamine B.

La B6 con le altre vitamine B sono raccomandate negli atleti sottoposti ad attività fisica prolungata ed intensa (138).

– B7 o biotina o vitamina H (55, 117, 118, 139, 140, 141)

E’ co-enzima per alcuni enzimi (carbossilasi) coinvolti nella gluconeogenesi, nel metabolismo degli amino acidi e nella sintesi degli acidi grassi, ed ha un ruolo chiave nella produzione energetica mitocondriale. Inoltre la B7 esercita attività antiossidante (incremento degli antiossidanti endogeni) e partecipa alla regolazione delle funzioni immunitarie, dei meccanismi infiammatori e di quelli genetici, ed ha un ruolo importante nel metabolismo minerale osseo.

La carenza di B7 risulta molto rara, è infatti molto diffusa negli alimenti di origine vegetale ed animale, oltre ad essere prodotta nel microbiota intestinale.

Assunzione giornaliera adeguata: 30 microgrammi (μg), in gravidanza ed allattamento 35 microgrammi (μg). Anche per la B7 viene indicata “assunzione adeguata”, come indicato per l’acido pantotenico B5 (119).

La carenza può essere invece causata da problemi genetici, ed alterazioni del microbiota intestinale derivate da terapia antibiotica o malattie infiammatorie croniche dell’intestino. Alle alterazioni del microbiota e riduzione della sintesi di B7 possono contribuire allo sviluppo di obesità grave, ed altre malattie come diabete, ipertensione arteriosa isolata, oltre ad alterazioni del sonno/veglia.

Fumatori, l’eccessivo consumo di alcol, anziani, donne in gravidanze ed allattamento, possono essere esposti al rischio di bassi livelli o carenza di B7, che possono esporre al rischio cardiometabolico.

Un’alto consumo di albume d’uovo crudo può arrecare carenza di B7 per la presenza della glicoproteina avidina che impedisce l’assorbimento intestinale.

I farmaci antiepilettici e l’isotretinoina possono abbassare il livelli di B7.

L’integrazione mirata di B7 trova impiego durante la gravidanza, in corso di terapia antiepilettica, per il mantenimento della salute cutanea, dei capelli e delle unghie e si prospetta nel trattamento della dermatite atopica.

L’assunzione di elevati dosaggi di B7 può interferire con i test di laboratorio e fornire valori errati dei parametri tiroidei.

La B7 è oggetto di nuove ricerche per il possibile uso nella gestione clinica delle malattie infiammatorie (142).

Messaggi chiave

– Le vitamine del gruppo B svolgono ruoli multi-livello indispensabili per la salute generale dell’organismo, per la prevenzione di varie malattie croniche (es.: cardiovascolari, neurodegenerative), e per rallentare l’invecchiamento dell’organismo.

– Adeguati livelli delle vitamina del gruppo B sono fondamentali per l’equilibrio dei microrganismi intestinali (microbiota intestinale) e quindi preservare le importanti interazioni bidirezionali tra intestino ed altri organi, es.: cervello, cuore, pelle.

– Disfunzione mitocondriale, stress ossidativo, infiammazione cronica sono reciprocamente collegati alle alterazioni del microbiota intestinale (disbiosi), ed altri meccanismi che determinano l’invecchiamento.

– Alcune molecole antiossidanti / antinfiammatorie (es.: resveratrolo, coenzima Q10, vitamina C, E), oltre alle vitamine del gruppo B, contribuiscono a mantenere o recuperare l’equilibrio del microbiota intestinale e della barriera intestinale, con significativi vantaggi per il benessere dell’organismo.

– Rispetto ad altre vitamine B, la vitamina B12 ed i folati / acido folico sono maggiormente esposte al rischio di insufficiente assunzione e carenza, es.: vegetariani, vegani, anziani, atleti.

– L’integrazione mirata è una soluzione basata su solide evidenze cliniche, anche in associazione ad altre molecole adatte a compensare il declino delle difese antiossidanti (es.: glutatione, coenzima Q10, vitamina C, E) che si verifica nell’organismo dopo i 30-40 anni d’età.

– MITOFAST® bit.ly/3VUlGkS e Mitofast B12 bit.ly/4d5ll4P permettono un apporto di principi attivi di alta qualità, a dosaggi superiori alla media dei prodotti attualmente in commercio.

Mitochon ha studiato formulazioni per facilitare l’assunzione, orosolubile per Mitofast e liquida per Mitofast B12, e per massimizzare l’assorbimento degli attivi.

– Il trattamento combinato di MITOFAST®,ed i prodotti della linea cosmeceutica bit.ly/4aY7Pyy di Mitochon, assicura il miglioramento dei segni cutanei dell’invecchiamento e permette di attenuare le conseguenze sistemiche, come l’infiammazione cronica e le relative complicazioni, attraverso la significativa protezione della barriera cutanea.

Nota 1 (4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15)

Nell’adulto la massa di microrganismi intestinali (batteri, lieviti, virus) rappresenta circa 1 kg del peso corporeo, ed è soggetta ad una notevole variabilità qualitativa e quantitativa della sua composizione, dipendente da molti fattori. Stile di vita, alimentazione, farmaci, ritmo sonno-veglia, e molti altri agenti esterni ed interni all’organismo, possono incidere molto sulla percentuale di batteri benefici e di quelli dannosi presenti nel tratto intestinale.

La regolazione del microbiota intestinale dipende da numerosi fattori, ad esempio: fibre alimentari, polifenoli, vitamine, minerali, prebiotici, probiotici, postbiotici, acidi grassi, ecc .

Tra le principali funzioni del microbiota intestinale:

la regolazione del sistema immunitario, il mantenimento dell’integrità dell’epitelio intestinale/barriera intestinale, la protezione nei confronti dei patogeni, eliminazione delle tossine esogene, controllo della funzione intestinale, l’elaborazione dei nutrienti introdotti con l’alimentazione.

Nota 2 (53, 83, 84, 85)

Gli acidi grassi a catena corta (SCFA) sono prodotti dai batteri intestinali attraverso la fermentazione di fibra alimentare e carboidrati indigeribili.

I principali costituenti sono: acetato ~ 60%, propionato ~ 20%, butirrato ~ 20%.

Rappresentano un’importante fonte energetica per il colon e per l’intero organismo, hanno un’azione antinfiammatoria, regolano l’assorbimento del sodio e dei liquidi nel colon.

Gli SCFA contribuiscono all’omeostasi cellulare; attraversano la barriera emato-encefalica e sono implicati in vari meccanismi, come la neurogenesi, la plasticità sinaptica, la protezione dalle tossine e dai patogeni. Recenti studi sugli SCFA evidenziano anche attività protettive del sistema immunitario e quella di preservare la massa ossea. Inoltre, gli SCFA hanno un ruolo in molte delle relazioni bidirezionali tra intestino ed i vari organi del corpo umano.

Bibliografia

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