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Peri- e post-menopausa: novità sui vantaggi dell’integrazione alimentare mirata

Andrea Tognelli, Farmacista – Firenze

La transizione menopausale include cambiamenti a livello delle attività cellulari dell’organismo, che riguardano le funzioni mitocondriali, l’insorgenza di stress ossidativo ed uno stato di moderata infiammazione cronica.

Queste alterazioni, reciprocamente connesse, hanno indotto la ricerca scientifica a considerarle un importante bersaglio per specifici trattamenti antiossidanti, antinfiammatori e capaci di riattivare le funzioni mitocondriali / cellulari.

Questi trattamenti agiscono sulle alterazioni presenti in molte malattie, inclusi i peculiari disturbi del peri- e post-menopausa (1). I disturbi menopausali, le malattie cardiometaboliche, quelle neurodegenerative ed il processo d’invecchiamento, spesso coesistenti, presentano sempre: disfunzione mitocondriale, stress ossidativo ed infiammazione.

La ricerca scientifica Mitochon srl ha prodotto Mitofast, un integratore alimentare basato su un’associazione di molecole antiossidanti ed antinfiammatorie, ed in possesso di ulteriori proprietà bioattive. Numerosi studi clinici, pubblicati da autorevoli riviste scientifiche, dimostrano l’attività di queste specifiche molecole per preservare e riattivare le funzioni dei mitocondri e delle cellule. Quest’azione mirata contribuisce alla prevenzione ed al miglioramento dei disturbi contraddistinti da disfunzione mitocondriale, stress ossidativo e infiammazione, in associazione alle terapie convenzionali.
Di seguito una sintesi puntuale delle più recenti acquisizioni tratta dalla letteratura scientifica internazionale sui temi in oggetto.
DISFUNZIONE MITOCONDRIALE
Le alterazioni delle attività dei mitocondri hanno un forte impatto su organi e tessuti, con rilevanti implicazioni nell’invecchiamento dell’organismo, nelle malattie neurodegenerative, cardiovascolari, metaboliche, muscolo-scheletriche e nelle funzioni del sistema immunitario (2).

I mitocondri sono organuli intra-cellulari, essenziali per generare energia attraverso al fosforilazione ossidativa (ATP). Per questo sono di estrema importanza per il funzionamento di organi ad alta richiesta energetica, come il cervello ed il cuore, che risultano particolarmente vulnerabili quando l’attività mitocondriale è compromessa dallo stress ossidativo ed altre cause.
Aging
L’invecchiamento è associato ad una progressiva disfunzione mitocondriale (Nota 1) causata dall’accumulo di mutazioni del DNA mitocondriale e l’aumento di specie reattive dell’ossigeno (ROS), con conseguenti danni ossidativi alle macromolecole cellulari, ed una ridotta produzione di energia. In questi casi si innesca un circolo vizioso che alimenta la produzione di ROS, incrementa il danno mitocondriale e compromette il ricambio del patrimonio mitocondriale delle cellule (3, 4).
I mitocondri posseggono un sistema di controllo della loro qualità, che permette di contrastare l’eccesso di ROS e rigenerare costantemente il loro equilibrio qualitativo e quantitativo. Questo sistema di controllo si attenua con l’avanzare dell’età e per altre cause esterne ed interne all’organismo (2, 5).
Mitocondri e relazioni con gli estrogeni
Sono rilevanti le relazioni tra estrogeni e funzioni mitocondriali. I recettori degli estrogeni sono presenti nel cervello ed in quasi tutti i tessuti del corpo, regolano l’appetito e il dispendio energetico, il metabolismo del glucosio e le attività dei mitocondri. L’estradiolo interagisce con i mitocondri, ed esercita anche un ruolo neuroprotettivo a livello cerebrale (6).
Il declino degli estrogeni durante la transizione menopausale può causare cambiamenti sul genoma e sulle proteine mitocondriali, queste alterazioni insieme allo stress ossidativo, ed allo stato infiammatorio espongono la donna al rischio d’insorgenza delle malattie degenerative (7).
STRESS OSSIDATIVO
E’ caratterizzato da uno squilibrio tra la produzione e l’eliminazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e dell’azoto (RNS). L’eccesso di ROS genera stress ossidativo, danni ai lipidi, al DNA e le proteine.
Le strutture cerebrali sono molto sensibili allo stress ossidativo, dovuto al loro elevato consumo di energia, ed alla notevole presenza di lipidi nelle cellule (neuroni) soggetti ad ossidazione.
Nei mitocondri le citochine infiammatorie possono stimolare la produzione di ROS, che inibiscono la catena di trasporto degli elettroni ed alterano la permeabilità della membrana mitocondriale, condizioni che innescano la disfunzione mitocondriale.
I ROS possono promuovere la sintesi ed il rilascio di fattori infiammatori generando un circolo vizioso neuroinfiammazione – ROS.
Per regolare la concentrazione di ROS i mitocondri producono molecole antiossidanti, es.: glutatione perossidasi, catalasi, superossido dismutasi, ed alcune vitamine.
Questi antiossidanti dell’organismo possono risultare insufficienti per contrastare un eccesso di ROS, oltre ad essere soggette ad un progressivo declino dovuto all’età, a fattori endogeni ed esogeni.
Nel peri- e post-menopausa la ridotta risposta antiossidante è attribuita anche al declino degli estrogeni, i quali nel pre-menopausa sono coinvolti nella sintesi degli enzimi antiossidanti dell’organismo (8, 9).
L’obesità ed il grasso viscerale determinano un ulteriore aumento dello stress ossidativo nel post-menopausa (10).
Lo stress ossidativo, l’infiammazione e la disfunzione mitocondriale risultano coinvolti in vari disturbi, tra i quali:

  • sviluppo di malattie cardiovascolari nel post-menopausa, indipendentemente dall’abitudine al fumo, da altri fattori di rischio cardiovascolare (11, 12), e dall’età (13).
  • alterazioni della struttura dei vasi sanguigni (disfunzione endoteliale) che espongono al rischio d’insorgenza di eventi cardiocircolatori (14).
  • malattie metaboliche, come il rischio d’insorgenza del diabete di tipo 2 (15), le alterazioni del metabolismo osseo, es.: osteopenia, osteoporosi (16, 17), le dislipidemie e lo sviluppo di aterosclerosi (18).
    INFIAMMAZIONE
    Il declino degli estrogeni (gli estrogeni ai normali livelli sono coinvolti anche in meccanismi antinfiammatori) provoca una risposta infiammatoria innata localizzata negli organi riproduttivi, dai quali si liberano citochine pro-infiammatorie che si propagano ad altri distretti anatomici.
    A livello sistemico si instaurano uno stato di moderata infiammazione cronica ed alterazioni del profilo immunitario cellulare (immunosenescenza).
    A livello cerebrale si crea una condizione che favorisce l’infiammazione e contribuisce a compromettere ulteriormente le funzioni mitocondriali.
    L’infiammazione delle strutture nervose (neuroinfiammazione) rende il cervello più vulnerabile all’insorgenza di malattie neurodegenerative (es.: declino cognitivo, malattie d’Alzheimer) e neurovascolari (ictus) (19, 20, 21).
    Neuroinfiammazione, stress ossidativo e disfunzione mitocondriale sono coinvolti anche in altri disturbi, tra i quali:
  • cefalea / emicrania, che nel peri- e post-menopausa possono cambiare di intensità e gravità (1, 22, 23, 24).
  • aumento del rischio di depressione peri-menopausale (25, 26).
    MITOFAST: molecole e vantaggi nei disturbi del peri- e post-menopausa. Mitofast è una associazione di molecole ad alto dosaggio, dotate di marcate attività antiossidanti e antinfiammatorie, oltre a svolgere in modo sinergico ulteriori attività sempre dirette a preservare e ripristinare le funzioni mitocondriali e l’omeostasi cellulare.
    Le molecole presenti in Mitofast sono tra quelle maggiormente studiate in termini sperimentali e clinici. Infatti, esiste una solida letteratura scientifica, anche molto recente, che dimostra significativi risultati in molteplici aree d’impiego, inclusi alcuni disturbi tipici del pre- e post-menopausa e dell’invecchiamento cutaneo.

Dagli studi emerge anche l’ottimo profilo di sicurezza delle molecole costituenti Mitofast, anche quando la somministrazione avviene per periodi di trattamento prolungati.

  • Resveratrolo
    E’ un estrogeno di origine vegetale (fitoestrogeno) che può interagire con i recettori degli estrogeni dell’organismo umano.
    Svolge una potente azione antiossidante ed antinfiammatoria, ed i suoi benefici si estendono a varie funzioni ed organi Fig 1 (27).

Una reviews pubblicata a gennaio 2024 sull’uso del resveratrolo, evidenzia il miglioramento dei biomarcatori e della sintomatologia nei pazienti affetti da demenza lieve e moderata dovuta alla malattia di Alzheimer, attraverso un significativo effetto neuroprotettivo (28).
Nel diabete di tipo 2, nella sindrome metabolica e nella steatosi epatica non alcolica, il resveratrolo riduce i marcatori infiammatori (es.: proteina C reattiva), ha positivi effetti sul metabolismo del glucosio e dei lipidi. Questi risultati sarebbero più pronunciati in caso di obesità o sovrappeso (28).
Nel post-menopausa l’integrazione prolungata (12-24 mesi) con resveratrolo permette di ottenere il miglioramento della cognitività, della funzione cerebrovascolare e della sensibilità all’insulina (29, 30), oltre a ridurre la percezione del dolore (31).
Il resveratrolo migliora in modo significativo la densità minerale ossea del rachide lombare e del collo del femore (32, 33, 34).
A livello cutaneo il resveratrolo, per via orale e topica, dimostra molteplici attività che contribuiscono alla rigenerazione cutanea (27, 35, 36) Fig 2.

  • Coenzima Q10 (coQ10)
    E’ uno dei più importanti antiossidanti presenti corpo umano e viene assunto anche attraverso i cibi di origine animale. E’ dotato anche di attività antinfiammatoria, ed esercita un ruolo essenziale per l’attività dei mitocondri.
    Nel corso della vita i livelli di coQ10 nell’organismo diminuiscono, ed alcuni farmaci possono influire su questo declino (es.: ormonoterapia sostitutiva, bifosfonati e statine) (37).
    Il coQ10 migliora la performance cardiaca (37) riduce la mortalità cardiovascolare e risulta particolarmente vantaggioso nei pazienti con scompenso cardiaco (38).
    Nella cefalea / emicrania, il coQ10 riduce la frequenza e la durata degli attacchi, pertanto svolge un’azione preventiva (39), oltre a diminuire la gravità del mal di testa (40, 41, 42).
    Il coQ10 attraverso specifiche azioni sulle cellule cutanee riduce in modo significativo i principali segni dell’invecchiamento della pelle (43, 44, 45).
  • N-acetilcisteina (NAC)
    L’integrazione con NAC promuove la sintesi di glutatione nelle cellule, un’importante antiossidante dell’organismo umano, anch’esso soggetto ad un progressivo declino nel corso della vita.
    La NAC è una molecola molto conosciuta ed utilizzata come mucolitico ed antidoto nel sovradosaggio di paracetamolo, con un documentato profilo farmacologico per intervenire sulla disfunzione mitocondriale ed i problemi correlati..
    Nella cefalea / emicrania, la NAC associata ad altri antiossidanti (vitamina E e C) riduce in modo significativo la frequenza mensile degli attacchi ed il numero dei giorni con questi disturbi (46).
    Recenti studi hanno attribuito alla NAC attività senolitiche (eliminazione delle cellule senescenti) e senomorfiche (molecole che limitano l’effetto infiammatorio di sostanze liberate dalle cellule senescenti).
    La NAC svolge un’effetto positivo sul metabolismo del glucosio (47), sul miglioramento della prestazione fisica ed i segni distintivi dell’invecchiamento (Nota 1) (48).
    Una review dell’ottobre 2023 ha illustrato il contributo del trattamento con NAC in varie malattie, es.: neurologiche, respiratorie croniche, cardiovascolari, dolore cronico, neuropatia diabetica e depressione (49).
    Sulla pelle svolge un’azione anti-aging e foto-protettiva nei confronti dei raggi ultravioletti (UV), facilita la guarigione delle lesioni cutanee ed è utilizzata nel trattamento di alcune malattie dermatologiche (es.: dermatite atopica) (50).
  • N- acetilglucosamina (NAG)
    L’integrazione con NAG promuove la sintesi di acido ialuronico, polisaccaride ampiamente distribuito nel tessuto connettivo. La pelle contiene circa il 50% di tutto l’acido ialuronico presente nel corpo umano, ma è soggetto ad un progressivo declino con l’avanzare dell’età.
    La NAG svolge un’azione antiossidante, antifiammatoria ed immunomodulante.
    Il trattamento con NAG dimostra di ridurre i marcatori delle malattie neurodegenerative (51, 52) ed ha un consolidato impiego nel trattamento dell’osteartrosi, migliorando le alterazioni della
    cartilagine articolare (condroprotezione) (53, 54, 55).
    Attraverso l’incremento dell’acido ialuronico, la somministrazione di NAG migliora l’idratazione cutanea (56), ed ulteriori parametri dell’invecchiamento della pelle, in particolare quando si associano l’uso orale e quello topico (protocollo IN/OUT) (57).
  • Acido folico
    E’ una vitamina del gruppo B, presente in vari cibi vegetali ed animali, è necessaria per la sintesi del DNA ed altre componenti genetiche, oltre a regolare divisione cellulare. Inoltre l’acido folico ha un’azione protettiva sul DNA dai danni ossidativi (58).
    L’integrazione con acido folico agisce su un fattore di rischio cardiovascolare riducendo gli elevati livelli di omocisteina fino al 25%, con un 30-40% in meno d’insorgenza di malattie vascolari (59), ed abbassando il rischio di stroke a meno del 10% (60, 61), anche nel post-menopausa (62).

L’acido folico può migliorare la frequenza, la durata e la gravità delle vampate di calore che compaiono nella menopausa (63, 64, 65).
Uno studio ha dimostrato il miglioramento della funzione sessuale nel post-menopausa (66).
A livello cutaneo l’acido folico (orale e topico) esplica un’azione antiossidante, promuove la rigenerazione cellulare e protegge dai raggi UV (67).

  • Vitamina C
    E’ un micronutrienti essenziale, l’organismo umano non può sintetizzarla, pertanto deve essere assunta dal consumo di frutta e verdure fresche.
    Ha elevate capacità antiossidanti ed antinfiammatorie.
    Di particolare rilievo il coinvolgimento della vitamina C nella sintesi del collagene, e nell’assorbimento del ferro dai cibi, stabilizza l’acido folico ed opera in sinergia con la vitamina E.
    La vitamina C ha funzioni fondamentali per l’osteoblastogenesi e la formazione ossea, che rappresentano un contributo importante per prevenire la degenerazione ossea (65, 68, 69).
    Ha un ruolo importante nell’anti-aging cutaneo (uso orale e topico), ed emergono interessanti prospettive per l’uso nelle malattie neurodegenerative, cardiovascolari ed infettive (70).
    MITOCHON: tecnologia farmaceutica innovativa Mitochon srl https://www.mitochon.it/ ha studiato l’innovativa tecnologia farmaceutica P.AS.S.® (Permeable AntioxidantS System) per aumentare l’assorbimento e la stabilità dei principi attivi sopra descritti.
    L’ulteriore vantaggio di Mitofast https://www.mitochon.it/crema-siero-antieta-antirughe/#mitofast è la forma orosolubile, somministrata con pratiche bustine monodose, con una posologia di 1 o 2 al giorno.
    Nota 1
    La disfunzione mitocondriale è inclusa tra i “segni distintivi dell’invecchiamento” (2), insieme a: instabilità genomica, logoramento dei telomeri, alterazioni epigenetiche, perdita di proteasi, alterata percezione dei nutrienti, senescenza cellulare, alterata comunicazione intercellulare, autofagia, infiammazione cronica, disbiosi.

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