Vitamina B12 nelle strategie antiaging
Andrea Tognelli, Farmacista – Firenze
Sono molti gli studi sul coinvolgimento della vitamina B12 (cobalamina) nei processi dell’invecchiamento, ed i collegamenti tra la sua carenza e l’aumento del rischio di malattie correlate all’età, come quelle cardiovascolari, il deficit cognitivo, la demenza e l’osteoporosi, quindi un’area molto più estesa della nota attività sulla crasi ematica.

Fig. 1 Vitamin B12 National Center for Biotechnology Information (2024). PubChem Compound Summary for CID 5311498, vitamin B12. Retrieved April 20, 2024 from https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/compound/vitamin-B12
Attività fisiologiche della vitamina B12 (1)
La vitamina B12 è una vitamina idrosolubile che svolge un ruolo di co-fattore in vari processi fisiologici, tra i quali:
– funzionamento del sistema nervoso centrale;
– sviluppo e maturazione dei globuli rossi;
– attività antiossidante;
– metabolismo energetico mitocondriale (Nei mitocondri la vitamina B12 è coinvolta nella sintesi del Succinil Coenzima A da L-metilmalonil-CoA e biotina. Il Succinil Coenzima A è importante intermedio del ciclo di Krebs);
– sintesi del DNA;
– ciclo della metilazione (Nel citoplasma la vitamina B12, in forma di metil-cobalamina, è un donatore di gruppi metilici ed è coinvolta nella sintesi della metionina da omocisteina e acido folico);
– regolazione epigenetica.

Fig. 2 Mathew 2024 (8)
Cause e manifestazioni cliniche della carenza
Fattori di rischio
La carenza di vitamina B12 può essere di origine alimentare (es.: diete ipocaloriche, dieta vegana o vegetariana, o comunque a ridotto apporto di alimenti di origine animale), l’assenza del fattore che ne facilita l’assorbimento a livello intestinale, alcune malattie gastro-intestinali, la ridotta secrezione acida correlata all’età, ed il trattamento prolungato con alcuni farmaci, es.: con antiacidi gastrici, antiulcera, metformina (1, 2). Anche altri soggetti possono essere a rischio di possibili carenze, ad esempio, una recente indagine effettuata su atleti endurance ha rilevato un’assunzione inferiore a quelle raccomandate di vitamina B12, con una significativa prevalenza nelle donne rispetto agli uomini (3)
Livelli di assunzione raccomandati
La Società Italiana di Nutrizione Umana (3) raccomanda nell’adulto sano l’assunzione di 2,4 mcg al giorno, derivanti dal cibo (es.: carne, latte, uova) e/o da alimenti fortificati. Questa dose aumenta leggermente durante la gravidanza 2,6 mcg/giorno e l’allattamento 2,8 mcg/giorno.
Valori ematici
La carenza di vitamina B12 viene diagnosticato con valori ematici inferiori a 200 pg/mL (145 pmol/L), mentre per il folato sierico (Nota 1) si parla di possibile carenze se inferiore a 3 mcg/L o ng/mL (7 nmol/L). (5)
Manifestazioni cliniche
Oltre ad alterazione della crasi ematica, la carenza di vitamina B12 può manifestarsi con iperpigmentazione cutanea, alterazioni della struttura dei capelli e delle unghie, a livello della cavità orale (es.: glossite, ulcere ricorrenti, disgeusia, stomatiti), affaticamento, pallore, formicolio a mani e piedi, perdita di peso. (6, 7)
Carenza di vitamina B12: danni molecolari, cellulari e nel sistema nevoso centrale
Nel Gennaio 2024 un articolo dell’International Journal of Molecular Sciences (8) ha illustrato le più recenti acquisizione sui danni a livello molecolare e cellulare derivanti dalla carenza di vitamina B12 e l’impatto sul sistema nervoso centrale.
Nei mitocondri la carenza di B12 altera il metabolismo lipidico e riduce le concentrazioni di Succinil Coenzima A, compromettendo l’equilibrio della produzione energetica mitocondriale.
Nelle cellule la carenza di B12 e folati (Nota 1) può generare l’accumulo di omocisteina.
L’eccesso di omocisteina è soggetto ad auto-ossidazione con produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), in particolare il perossido di idrogeno. Come confermato da molti studi l’iperomocisteinemia viene correlata al rischio di insorgenza di arteriosclerosi, vasculopatie e malattie neurodegenerative (9, 10, 11, 12), per questo dai ricercatori è stato descritto il cosiddetto “asse vitamina B12 – folati – omocisteina” (13).
Inoltre, a seguito della carenza di B12 si riscontrano altri danni:
– nei mitocondri e nel citoplasma cellulare si verificano alterazioni del DNA, del RNA, delle proteine istoniche, della metilazione fosfolipidica, oltre ad influenzare l’espressione genetica;
– aumentano i livelli di stress ossidativo e di infiammazione;
– può insorgere un processo di neuroinfiammazione, correlata anche all’aumento dei livelli di omocisteina;
– viene ridotta la produzione di glutatione (potente antiossidante cellulare di vitale importanza);
– viene negativamente influenzata la composizione del microbiota intestinale, dove la B12 svolge funzioni molto importanti nell’asse muscolo scheletrico – intestino – cervello, che interagiscono per regolare vari processi fisiologici, inclusa l’omeostasi energetica (14).
Queste descritte sono tutte alterazione che risultano particolarmente critiche nel sistema nervoso centrale (8).
Di particolari rilievo i danni generati a livello dei mitocondri e quindi dell’omoestasi cellulare.
Carenza di vitamina B12 ed invecchiamento cellulare
La vitamina B12 ed i folati (Nota 1) sono micronutrienti essenziali per varie funzioni metaboliche, riducono significativamente lo stress ossidativo, regolano la sintesi dei nucleotidi e la stabilità del DNA, influenzandone la struttura e la funzione. Inoltre esercitano un fondamentale ruolo nella regolazione epigenetica dei telomeri attraverso la metilazione del DNA (12, 15).
I bassi livelli sierici di B12 e folati determinano un incremento dei livelli sierici di omocisteina, che riduce il potenziale di metilazione ed aumenta lo stress ossidativo compromettendo la lunghezza dei telomeri (12, 15). La lunghezza dei telomeri rappresenta un importante indice di invecchiamento cellulare (12, 15, 16).
Uno studio condotto su oltre 5.000 adulti ha dimostrato come la B12 ed i folati svolgano un ruolo molto importante nell’invecchiamento biologico delle donne, mentre negli uomini risulterebbe meno evidente.
L’invecchiamento cellulare tenderebbe quindi ad aumentare precocemente man mano che i livelli di B12 e folati diminuiscono.
Pertanto la carenza di queste vitamine può incidere su molti dei 12 segni distintivi dell’invecchiamento (17, 18):
disfunzione mitocondriale, disbiosi, instabilità genomica, logoramento dei telomeri, alterazioni epigenetiche, perdita di proteasi, alterata percezione dei nutrienti, senescenza cellulare, alterata comunicazione intercellulare, autofagia, infiammazione cronica.
Vantaggi nelle strategie antiaging
Mantenere adeguati livelli di vitamina B12 e di folati permette di conseguire significativi vantaggi a livello molecolare e cellulare. Vantaggi che risultano essenziali nelle strategie antiaging, in particolare.:
– stimolare indirettamente l’eliminazione dei ROS, inducendo il mantenimento delle concentrazioni di glutatione cellulare, utile per ridurre lo stress ossidativo e la disfunzione mitocondriale (19, 20).
– migliorare la dinamica mitocondriale e dell’omeostasi dei neuroni (21);
– ridurre i danni al DNA e mantenere l’integrità del genoma (22);
– conservare le concentrazioni delle proteine kloto, dotate di funzioni antiaging (23).
Vitamina B12: prevenzione della carenza
Nel Novembre 2023 una articolo British Medical Journal (1) ha focalizzato gli attuali orientamenti clinici riguardanti la vitamina B12, in termini di diagnosi dell’eventuale carenza, di trattamento e monitoraggio dei pazienti.
La somministrazione orale di vitamina B12 è necessaria nelle seguenti condizioni di rischio di carenza, che richiedono anche un adeguato monitoraggio per materne i livelli ottimali sopra indicati:
– prevenzione della carenza di vitamina B12 derivante da insufficiente apporto alimentare.
E’ la condizione prevalente. Sono a rischio le persone vegetariane e vegane, quelle con disturbi del comportamento alimentare e quelle con eccessivo consumo di alcol.
– prevenzione della carenza di vitamina B12 causata dall’assunzione di farmaci che interferiscono con l’assorbimento di vitamina B12, come antiacidi, antiulcera, metformina.
In questi casi ad alto rischio viene raccomandata la posologia giornaliera di 20-50 mcg di cianocobalamina per via orale.
Vitamina B12 e malattie degenerative
Numerosi trial, review e meta-analisi sottolineano l’importanza di prevenire le carenze di vitamina B12 e folati, ed intervenire con un’appropriata integrazione finalizzata a ridurre il rischio di varie malattie degenerative correlate all’età ed altri condizioni cliniche.
Malattie cardiovascolari e metaboliche
Adeguati livelli ematici di vitamina B12 e del complesso B in generale contribuirebbero a prevenire la sindrome metabolica (24).
Una review documenta i positivi risultati ottenuti con appropriata integrazione nei pazienti affetti da sindrome metabolica e nelle sue complicazioni (25).
Una meta-analisi evidenzia la riduzione del rischio di eventi cardiovascolari per il significativo abbassamento dei livelli ematici di omocisteina, raggiunti con integrazione di vitamina B12 e folati. (26, 27)
Attività ulteriormente dimostrata dalla recente pubblicazione di un RCT. (28)
Queste vitamine del gruppo B influenzerebbero in modo rilevante il metabolismo energetico cardiaco, prospettandone un potenziale terapeutico in cardiologia. (29)
Uno studio osservazionale ha rilevato che sia i bassi livelli, che gli eccessivi livelli sierici di vitamina B12, così come i bassi livelli sierici di folato sono associabili ad un rischio più alto di mortalità da malattie cardiovascolari tra i paziente con diabete di tipo 2. (30)
Un RCT di 12 settimane, ha dimostrato l’abbassamento del 23% della concentrazione sierica di omocisteina con la somministrazione di vitamina B12 e acido folico negli anziani (31).
Cognitività e malattie neurodegenerative
Recenti articoli scientifici hanno approfondito ed aggiornato le correlazioni tra carenza di Vitamina B12 e malattie neurodegenrative:
La carenza di vitamina B12 comporta un’ampia gamma di disturbi neurologici, come intorpidimento e formicolio agli arti, confusione mentale, demenza e neuropatia ottica, ed anche di disturbi psichiatrici, come depressione, mania, irritabilità ed instabilità emozionale (1, 7, 32)
Alti livelli di omocisteina e carenza di vitamina B12 vengono associati al declino delle funzioni cognitive e risulterebbero un fattore di rischio per l’insorgenza della malattia di Alzheimer (33).
Nei pazienti affetti da malattia di Parkinson (34), rispetto alla popolazione sana, si riscontrano alti livelli di omocisteina, oltre a bassi livelli di vitamina B12 e di folati. Queste condizioni eserciterebbero un ruolo importante anche per l’insorgenza del decadimento cognitivo (35) e di neuropatie nei pazienti con Parkinson (36).
Negli anziani senza declino cognitivo o affetti da forme lievi, un ampio numero di studi clinici hanno dimostrato come la Vitamina B12, sola o con altre vitamine del gruppo B, ha benefici effetti sulla funzione cognitiva, l’infiammazione e l’atrofia cerebrale (37, 38, 39, 40, 41, 42).
Un trial condotto in pazienti Alzheimer, con l’integrazione di vitamina B12 e folati, ha registrato significativi risultati nei test di cognitività e degli indicatori dell’infiammazione (43, 44, 45, 46).
Salute ossea
La vitamina B12, ed il gruppo B, dimostrano specifici benefici per la salute delle ossa (47, 48).
Contrastare il progressivo aumento delle concentrazioni ematiche di omocisteina che si verifica nel peri- e post-menopausa (49), risulta vantaggioso anche per prevenire il declino della densità minerale ossea, oltre a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e neurodegnerative.
Pertanto l’integrazione mirata con vitamina B12 e folati risulta un’efficace strategia (50).
Malattie dermatologiche
Le vitamine del complesso B sono coinvolte nel mantenimento e recupero della salute cutanea. (51)
Nella psoriasi, una review sistematica con meta-analisi ha identificato il legame tra livelli plasmatici di omocisteina, folati e vitamina B12, confermando che questa malattia risultata associata ad iperomocisteinemia e carenza di folati. (52)
Implicazioni con altre condizioni cliniche
Nella fibromialgia è stato documentato il positivo contributo del trattamento con vitamina B12. (53, 54)
Per la sua capacità protettiva delle strutture del sistema nervoso, l’integrazione con B12 risulta vantaggiosa nei pazienti dove sono presenti dolore neuropatico, astenia, depressione, debolezza muscolare, inizialmente attribuiti a malattie reumatiche (55).
L’omocisteina influenza negativamente l’osteoartrite, l’integrazione con vitamina B12 e folati dimostra effetti protettivi (56).
Anche nel dolore neuropatico (es.: mal di schiena), nella neuropatia diabetica ed in quella post-erpetica si registra il contributo dell’integrazione con vitamina B12. (57, 58, 59, 60)
La vitamina B12 svolge un ruolo importante anche nelle infezioni virali, che si coniuga alle già citate funzioni nell’asse muscolo scheletrico – cervello – intestino. Queste caratteristiche la fanno considerare un promettente presidio nel caso di persistente sintomatologia dopo infezioni virali (14).
Performance fisica e mentale
Le vitamine del gruppo B sono frequentemente impiegate per Il mantenimento e recupero della performance fisica e mentale e vari recenti studi ne hanno documentato il miglioramento (61, 62, 63, 64).
La vitamina B12 nel protocollo IN – OUT di Mitochon
Di recente Mitochon srl https://www.mitochon.it/ ha reso disponibile Mitofast B12 bit.ly/4d5ll4P un integratore alimentare liquido con edulcorante a base di vitamina B12.
Mitofast B12 contiene come principio attivo la cianocobalamina, la forma di vitamina B12 con il profilo chimico-farmacologico ritenuto dalla comunità scientifica più vantaggioso per la somministrazione orale (1).
Al bisogno Mitofast B12 può essere assunto in contemporanea agli altri prodotti della ricerca Mitochon srl, la linea dermocosmetica e l’integratore Mitofast, in bustine orosolubili.
Sono prodotti di alta qualità, studiati per svolgere un’azione sinergica a livello mitocondriale e cellulare contro l’invecchiamento dell’organismo e della pelle.
Le molecole utilizzate da Mitochon sono dotate di un’ampia documentazione scientifica e di specifici meccanismi d’azione, con l’obiettivo di:
– preservare e/o rivitalizzare le attività dei mitocondri (es.: produzione dell’energia necessaria alle funzioni cellulari);
– ridurre lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica che causano il precoce invecchiamento ed il rischio di malattie degenerative;
– associare l’azione dei prodotti somministrati per via topica a quella degli integratori per via orale: protocollo IN – OUT.
Le molecole utilizzate da Mitochon svolgono attività antiossidanti ed antinfiammatorie e biofunzionali, come il resveratrolo, il coenzima Q10, la vitamina C e la N-acetilcisteina, per promuovere la sintesi cellulare del glutatione.
La N-acetilglucosamina per ripristinare le concentrazioni di acido ialuronico nel derma.
L’acido folico per facilitare la proliferazione cellulare e modulare il metabolismo dell’omocisteina, con l’eventuale associazione mirata dell’integratore Mitofast B12.
Nota 1
La vitamina B9 comprende diversi composti idrosolubili come l’acido folico ed i folati:
– Acido folico è la molecola di sintesi presente negli integratori e negli alimenti addizionati, rappresenta la forma più stabile e biologicamente attiva della vitamina B9.
– Folati rappresentano la vitamina nella sua forma naturale presente negli alimenti dai quali viene assunta (es.: verdura a foglia verde, frutta fresca e semi oleosi, frattaglie) non essendo sintetizzata dai mammiferi.
La vitamina B9 insieme alla vitamina B12 regola importanti funzioni dell’organismo, come lo sviluppo dei globuli rossi, la sintesi del materiale genetico e la regolazioni di molte funzioni cellulari.
ISSsalute Informarsi Conoscere Scegliere https://www.issalute.it/index.php
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